Dolce & Gabbana p/e 1999: New Black - Hologram
La collezione Dolce & Gabbana p/e 1999 è stata un contenzioso tale , che fini' per creare spaccature nell'estetica e nel gusto dei due stilisti. Mr Dolce e Gabbana la differenza nel gusto e nella direzione tra i due era toccabile con mano, e le correnti temporanee create tra i due non fecero altro che rafforzare la loro visione e definire una nuova veste stilistica per Dolce & Gabbana nelle prossime stagioni.
La collezione ologramma causò uno scisma tra gli stilisti e tra i clienti, Dolce la defini' "un disastro"! Tuttavia, è proprio dagli errori che si imparano lezioni più importanti di vita. Come pure tenendo conto che la troppa innovazione in una collezione può allontanare il cliente, il duo imparò dove indirizzare la loro vena innovativa e come farlo affinchè si generi una fusione perfetta tra i loro codici stilistici tradizionali e il DNA del marchio. Quindi, da dove questa innovazione prendere la marca?
L''ispirazione della collezione può essere ricondotta allo studio del corpo, dei suoi movimenti. E per accentuare il corpo, cosa c'era di meglio se non utilizzare dei tessuti innovativi? Le sete e i pizzi tradizionali erano stratificati di plastica per dare un nuovo movimento ai tessuti e dare al corpo una dimensione diversa.
L'elemento olografico della collezione era sia uno sguardo al futuro che un omaggio al passato. I materiali, come il raso rivestito in PVC erano davvero una novità, ma le stampe, soprattutto l'aragosta era un chiaro riferimento a Elsa Schiaparelli, un presagio di immaginario surrealista nella moda.
Il 'fulcro' delle differenza tra i due designer e i loro disaccordi, furono riassunti in un capo che riassumeva le due correnti ispirative divergenti: il corsetto-tuta, Dolce è la tuta, mentre Gabbana è il bolero ritagliato. La prima è un'idea lungimirante e innovativa, mentre il secondo un inguaribilmente romantico.
La progettazione del PVC, leggero come seta fu realizzata e modellata per essere utilizzata in tutta la collezione: dai pantaloni cargo, agli abiti e persino sui cappotti. Stesso trattamento fu stato riservato al pizzo, trasformato, secondo la descrizione di Stefano Gabbana in simil "tovaglie di plastica".
Alla fine, questa collezione ha sollevato questioni stilistiche che sono state affrontate e sviluppate con successo dal team stilistico per il futuro. Questa collezione servi' anche come lezione di vita, per dimostrare che in ambito creativo, il compromesso, la fiducia e la comprensione tra i due designer non sono sempre una seconda natura. (fonte: swide)
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