Quei 75 ragazzi siciliani che incarnano l'anima della collezione estiva di Dolce & Gabbana

Come ogni volta, una sorpresa. La sfilata Primavera-Estate 2013 di Dolce & Gabbana non ha deluso le aspettative, e ha messo in scena uno spettacolo degno dei tempi d’oro di Cinecittà. Di stagione in stagione la passerella dell’ex cinema Metropol, ora fastosa sede milanese del marchio, si anima infatti grazie alla sfrenata e opulenta fantasia dei due stilisti. Questa volta magia ed emozione sono confluite nell’arruolamento di 75 ragazzi e uomini siciliani, sbarcati a Milano direttamente dalle varie città dell’isola per sostituire sulla pedana i più convenzionali modelli, solitamente imprescindibili per il brand. "Assistere a questa nostra sfilata è stato come entrare in un negozio il sabato pomeriggio", spiega Domenico Dolce. "C’erano uomini alti, bassi, mori, con fisicità ed età diverse. Gli uomini “veri” dell’Italia di oggi. Li abbiamo visti in Sicilia e li abbiamo portati sul palcoscenico del Metropol e abbiamo mostrato la realtà della vita vera, degli uomini che si incontrano per strada. Per questa collezione non volevamo uno stereotipo, ma volti e caratteri diversi, unici".
Un esperimento, che potrebbe anche essere un “unicum” – del resto al duo si deve la carriera di alcune superstar della passerella, comeDavid Gandy, Enrique Palacios o Noah Mills – ma non per questo meno importante nella complessa estetica del marchio, come spiega Stefano Gabbana: "Abbiamo voluto questi ragazzi per ricordare che non bisogna mai perdere il contatto con le proprie radici. Senza le radici non si ha né identità né personalità e si corre il rischio dell’omologazione. La globalizzazione ha avuto i suoi pregi, ma adesso ci siamo un po’ stancati di trovare le stesse cose ovunque: negozi tutti uguali, persone tutte uguali e idee tutte uguali. I “nostri” ragazzi con delle belle storie, dei volti veri e forti personalità sono facilmente riconoscibili quando li vedi sfilare". I designer da sempre dichiarano di non avere “muse” e forse proprio per questo i loro abiti riescono a esprimere la stessa innata classe, siano essi indossati dalle star di Hollywood oppure da “gente di strada”. "Ci ispiriamo a ciò che vediamo durante i nostri viaggi, alla tradizione e alla cultura italiana", sottolinea Stefano. "Nella nostra testa tutto questo si mescola con il Dna di Dolce & Gabbana. Quello che ne viene fuori lo avete visto nello show ed è lo stesso che vedrete indossare dagli attori, sono due cose collegate".
Nelle settimane della moda milanese, a volte sottotono, le sfilate di Dolce & Gabbana sono sempre un’eccezione. Però i due tengono a precisare che non si tratta di uno "spettacolo fine a se stesso", fatto per stupire, bensì il risultato finale di un lungo processo di elaborazione che prevede periodi di ricerca e di studio appassionato. Del resto i loro interessi spaziano in campi molto diversi: dal cinema d’autore, che supportano attivamente, allo sport e ai libri. Fino all’ultima sfida di Domenico Dolce dietro all’obbiettivo. Sono infatti suoi gli scatti dell’ultima campagna. "Quando ho comunicato a Stefano la mia intenzione", racconta, "lui mi ha detto: “Fai pure tu le foto, se poi non ci piacciono, le buttiamo”. Così ho preso la mia macchina fotografica e siamo partiti per la Sicilia". (fonte: )

L'Uomo Vogue, gennaio 2013 (n. 437)
Foto realizzate in esclusiva da Elisabetta Claudio nel backstage della sfilata Dolce & Gabbana Primavera-Estate 2013

1 commento:

Anonimo ha detto...

Sono contenta che hanno scelto ragazzi e uomini siciliani,diciamo la verità son belli e siciliani..meritano anche loro..
Ottima scelta Dolce&Gabbana..
Concetta.

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