Il nuovo borsello Dolce & Gabbana per l'uomo del 2010










Abbiamo già avuto modo di vedere, durante la sfilata di giugno, quello che sarà un must della collezione uomo per la p/e 2010 ovvero il "borsello"; reinterpretato in chiave moderna, portato a mano, con disinvoltura di giorno per andare in ufficio oppure la sera in occasione di qualche appuntamento o serata glamour, questo nuovo accessorio sarà realizzato utilizzando vari pellami pregiati, tra cui vitello liscio, zampa di struzzo oppure pregiatissimo coccodrillo.
Re incontrastato del trend maschile anni settanta, è forse da considerarsi l'accessorio da uomo per eccellenza sia per l'effettiva utilità che per la popolarità che raggiunse fra gli uomini di media ed alta fascia di età dell' epoca.
Negli anni settanta, la versione a mano era reputata molto trash, con la cinghietta laterale piatta come quelle delle racchette da sci; il borsello, appeso al polso, dondolava libero oppure controllato dalla mano cui era agganciato e complessivamente quel prolungamento seminascosto dalla mano dava al suo portatore un'aria un po' ambigua, quasi colpevole, come un voler nascondere qualcosa. Il borsello ha furoreggiato a lungo; poi, forse anche per le insistenze di compagne e mogli, la maggior parte degli uomini ha rinunciato all'accessorio.
L'immagine, dura a morire, che il borsello ci riporta alla mente è quella del seduttore da balera, una camicia aperta sul petto a mettere in mostra villosità e magari anche una catena d'oro, pantaloni a zampa d'elefante e sguardo un po' pesto! (fonte: www.swide.com )

Karen Elson per D&G


Nel nuovo numero di Lula ci imbattiamo in un meraviglioso servizio fotografico la cui protagonista è Karen Elson. Lo style di Leith Clark e lo shooting di Caterina Servel, Karen indossa un abito ispirato al teatro della nuova collezione a/i 2009 D&G. (fonte: www.swide.com)

L'icona di D&G Claudia Schiffer lascia le passerelle


Claudia Schiffer dice addio alle passerelle. Dopo aver fatto da testimonial alle griffe più prestigiose, la supermodella tedesca se ne esce di scena a trentanove anni senza clamore. Nella sua lunga e sfavillante carriera ha guadagnato 55 milioni di dollari ed è comparsa su oltre 700 copertine. Ha sfilato per Chanel, Versace, Dolce & Gabbana e Valentino.

Le acconciature 'budoir' per la donna 2010 Dolce & Gabbana



Direttamente dalla passerella l' hairstylist Eugene Souleimann ci mostra come ottenere un look sexy, con l'aiuto di un pettine. La collezione Dolce & Gabbana donna per la primavera 2010 è una vetrina sexy di donne sensuali con i capelli raccolti. Le acconciature sono ispirate al boudoir dove i sensuali capelli sciolti sono fluidamente raccolti con pettini. (fonte http://www.swide.com/)

Download app Dolce & Gabbana Mobile per smartphone


DolceGabbana Mobile è un’applicazione adatta per gli smartphone, che vi aiuterà ad essere sempre aggiornati sulle novità del mondo degli stilisti Dolce e Gabbana. Permettendo a tutti di poter visualizzare anteprime e backstage delle sfilate, news sulle nuove collezioni e tutto quello che concerne il favoloso Mondo di Dolce e Gabbana.
Grazie ad un’interfaccia semplice ed intuitiva, l’applicazione è gestibile senza troppe difficoltà ed è supportata dalle seguenti piattaforme: Android, Pocket PC, BlackBerry, Symbian, Java (J2ME), Flash, iPhone .
Scarica subito DolceGabbana Mobile

Rose The One, la piramide olfattiva della nuova fragranza Dolce & Gabbana


Ne avevo già parlato a suo tempo ed ecco la nuova versione per la fragranza The One di Dolce & Gabbana che, con l'arrivo dell’autunno si veste di un candido rosa e sceglie come testimonial la bella Scarlett Johansson, ormai sempre più volto della griffe. Rose The One si presenta come un profumo che ricalca lo stile delle attrici anni cinquanta, come se dalla sua essenza volessero tornare in vita i profumi che si respiravano nei camerini delle star dell’epoca o nelle antiche sale di danza classica.
La fragranza apre con le fresche note di blackcurrant, pompelmo rosa, mandarino e mughetto; ha un cuore composto da rosa bulgara, lychee, peonia, Madonna lily; e infine scopriamo il fondo di ambrette seed, sandalwood, musk, vanilla e ambra; un mix ideale per riscaldarci nei primi giorni di freddo autunnale.

I temi d’autore arrivano su Google Chrome



Su Google Chrome sono arrivati i cosiddetti temi d’autore. Google ha voluto fornire anche per Chrome una scelta di temi disegnati da professionisti, artisti, designer, architetti e così via. Proprio come accade per iGoogle. Tra i tanti temi troviamo quello di Dolce & Gabbana e Porsche...

Le scarpe Dolce & Gabbana per la p/e 2010

Pizzi e trine avvolgono i corpi della donna pensata da Dolce & Gabbana per la prossima primavera-estate 2010. Sensuale, ironica, sfrontata nella scelta delle scarpe da indossare.
Successo in passerella a Milano per il duo del made in Italy Dolce&Gabbana. La collezione primavera-estate 2010 è un tripudio di pizzi, trine, scialli in nero a frange che si trasformano in gonne, guepiere nascoste dal tulle, boleri in jeans e tailleur gessati. Ma le scarpe? Quelle stupiscono come tutto il resto.
Sono decolletes e sandali tutti arricchiti da una rete black che avvolge la caviglia e da un effetto aggressive niente male. Le linee sono a volte classiche,come nelle decolletes, altre volte un pò più stravaganti come nei sandali o negli ankle boot trasformati in sandali. Di certo la donna di Dolce & Gabbana ama stupire e farlo con grande sensualità. Anche quando indossa scarpe maschili stringate e non.

L' uomo Dolce & Gabbana su L’Officiel Hommes Italia





Vista la bellezza del servizio, trovo doveroso dedicare un'altro post con altre foto di questo magnifico esemplare di maschio!
L’Officel Hommes Italia sceglie il modello Noah Hills per incarnare l’ essenza segreta dell’uomo Dolce & Gabbana. Uno stile ed uno spirito avventuroso ma anche estramente modaiolo e lussuoso che la rivista tenta di catturare con questo servizio interamente dedicato al celeberrimo duo della moda italiana.

D&G Underwear





Qualche foto tratta dalla campagna underwear di D&G per la stagione a/i 2009....black o white sotto un cielo di stelle!

Dolce & Gabbana non supportano più i gay?


Negli Stati Uniti ci si sta chiedendo se vale ancora la pena per i gay di comprare capi di Dolce & Gabbana.
Questo perché il duo siculo-milanese di stilisti gay-di-destra – mia considerazione personale – non spende più per pubblicità sui magazine gay.
Gli stilisti italiani Dolce &e Gabbana spendevano molto in pubblicità nei media gay, e le loro campagne omo-erotiche hanno sempre trovato posto nei nostri magazine quando gli altri le rifiutavano. Aaron Hicklin, di Out, lamenta ora che D&G non paga più i suoi clienti: “Direi che Diesel deve molto del suo successo iniziale ai gay, csi come Prada Sport. Anche American Apparel, Volkswagen, e l’intero network Bravo. E, anche a rischio di sembrare status-obsessed, si può dire anche qualsiasi marca di vodka. A parte c’è il caso strano di Dolce & Gabbana, un brand con un gran numero di sostenitori tra i gay ma che non ricambia con pubblicità sui media gay.. Non so dire se dipende dal fatto che loro considerino il mercato gay come per scontato ma viste le immagini omoerotiche delle loro campagne pubblicitarie, ci sembra na opportunità persa.”
Consiglio di leggere l’articolo – che trovate sotto – che parla di sostegno alla comunità GLBT e di sponsorizzazione al PRIDE, e di chiedersi pure:
un simile discorso, avrebbe senso farlo in Italia? Sarebbero in grado i froci nostrani di rinunciare anche ad una sola mutanda griffata D&G?

As the employees of a company that survives on companies willing to spend money on gay media, we can understand the frustration with certain marketers who turn their backs on LGBTs for no apparent reason. Especially those who once were writing checks to our kind, and then suddenly stopped, thinking they could get gay love without spending on an ad campaign. Like Dolce & Gabbana.
The Italian designers were once big spenders in gay media, and their homoerotic ad campaigns found a place among us when other magazines turned their backs. But as Out's Aaron Hicklin complains, D&G is no longer a paying client: "I would say Diesel owes a lot of its early success to gay men, as does Prada Sport. Also American Apparel T-shirts, Volkswagen, and the entire Bravo network. And, at the risk of making us sound utterly status-obsessed, you can add just about any premium vodka brand. Then there's the odd case of Dolce & Gabbana, a brand that has a big gay fan base but no longer reciprocates by advertising in gay media. I don't know if it's because they take the gay market for granted, but given the homoerotic imagery of their campaigns, and often positive gay messaging, it seems like a big missed opportunity."
Indeed. But from their perspective, why pay for something you can get for free? Sure, they won't get two-page glossy spreads inOut without paying for it, and fashion stylists might choose another label's belt or slacks for a photo shoot (knowing D&G isn't supporting their publication), but it's not like D&G is suffering gay love.
The gays still fawn over their bags, jeans, shirts, and suits. They don't spend withQueerty, and yet we give Stefano and Domenico plenty of free press. We give their models free press. Hell, we even give theiradvertising free press.
We rationalize like so: These are two mainstream gay designers — fashion celebrities — and thus they deserve our coverage. Would we appreciate it if they helped fund our paychecks? Yes.
Two years ago, D&G was marketing its watch line with homoerotic storylines (in addition to straight ones). Its print ads are still filled with plenty of nude male models and sexuality criss-crossing. But now those ads appear in more tolerant, high-brown fashion books, rather than more accessible, gay-targeted rags.
But their support of gay media? Diminishing. Adds Hicklin: "Italians do seem to have a deeply conflicted relationship to homosexuality that goes back to classical Rome. We actually sent a writer, Michael Joseph Gross, to Italy some years back to write that very piece. But, still, Domenico and Stefano used to advertise in Out, and even appeared on the cover some years ago, so their retreat from gay media is disappointing."
We've previously discussed whether an advertiser's support of the gay community — through advertising, or even pride parade sponsorship — makes a difference in your support of their brands. But what about a company like D&G that used to fund the very type of gay media you're reading right now, but has since opted to abandon it. Is that a brand still worth supporting? (fonti: http://blogdifabio.wordpress.com/ - http://www.queerty.com/)

Noah Mills (L'Officiel Hommes Italia Fall 09) in Dolce & Gabbana




All'interno del primo numero di L'Officiel Hommes Italia, troviamo un bel servizio fotografico di Milan Vukmirovic che ritrae il modello Noah Mills in abiti Dolce & Gabbana delle collezioni a/i 2009 e p/e 2010. Direi che in questi scatti, il tema Sicilia, ispirazione delle collezioni poteva essere rappresentato meglio. (fonte http://www.swide.com/).

Accessori 'Surreali' per la donna Dolce & Gabbana









Vuoi essere al passo con la moda, vuoi rendere il tuo look eccentrico con quel tocco di glamour da non apparire esagerata, basta poco.....aggiungi al tuo outfit un fermaglio per capelli o una collana e il gioco è fatto.
Ispirata al periodo surrealista 1920, la collezione Dolce & Gabbana autunno/inverno 2009 ha dimostrato che la creatività non ha limiti. Grazie all'opera 'giocosa' di artisti come Dalì, gli stilisti hanno creato fermagli per capelli utilizzando i guanti di pelle mixati con fasce di raso, tulle e collane di grandi dimensioni che non conoscono limiti. Collane create da catene intrecciate con turchese, conchiglie, coralli, piccoli quadranti di orologi dalle forme più svariate, rossetti mignon. (fonte: www.swide.com )

Alessandro Vigilante da Amici a Dolce & Gabbana


Dietro le quinte dell’ultima sfilata di Dolce & Gabbana si muoveva un talento nato a Torremaggiore: si tratta del giovane stilista Alessandro Vigilante, che il grande pubblico ha conosciuto come ballerino della prima edizione di Amici.

Gianni Versace scoppiava in lacrime. Faceva lo stesso anche Gianfranco Ferré, a dispetto della sua mole imponente. Miuccia Prada si sporgeva appena dal backstage, facendo un piccolo sorriso. Dolce & Gabbana facevano inchini a destra e a sinistra, con un’espressione di gratitudine sincera dipinta sui volti giovanissimi.
L’uscita di uno stilista al termine di una sfilata è uno di quei momenti capaci di raccontare l’essenza di un personaggio, piccoli gesti o espressioni del volto possono comunicare molto della personalità di un creatore di moda, soprattutto se queste uscite sono le prime di una (si spera) lunga carriera. Anche quando sono diventati leggende viventi dello stile italiano, Prada e Versace, Ferré e D & G continuavano a riguardare con un misto di nostalgia e tenerezza quelle immagini che li ritraggono emozionati e timidi, ancora ignari o già certi del successo internazionale che avrebbe premiato i loro sforzi e il loro talento.
Chissà che cosa proverà, quando sarà apprezzato in tutto il mondo, lo stilista Alessandro Vigilante quando riguarderà l’immagine che lo ritrae in passerella dopo la sua prima sfilata: mano nella mano con una modella filiforme, il sorriso di chi sa di vivere un momento che segna l’inizio di un percorso impegnativo quanto importante.
La foto è stata scattata nel mese di settembre del 2007 durante My Own Show, l’iniziativa organizzata dallo IED, l’Istituto Europeo del Design: una giuria di esperti, presieduta dalla direttrice di Vogue Italia Franca Sozzani, individua i quattro allievi più promettenti tra quelli licenziati dalla scuola, e permette loro di sfilare nella settimana della moda a Milano davanti a un pubblico di addetti ai lavori, per far conoscere il loro linguaggio alla stampa del settore e allacciare contatti con i compratori.
Un’occasione che ha portato fortuna ad Alessandro: da quel momento, il giovane creativo ha iniziato un percorso che lo ha portato a collaborare con un marchio che non necessita di particolari presentazioni: basta dire Dolce & Gabbana e a qualsiasi latitudine vengono in mente abiti realizzati con grande cura sartoriale, la seduzione, un successo commerciale di proporzioni gigantesche. Domenica 27 settembre, dietro le quinte dell’attesissima sfilata del duo stilistico, a perfezionare i dettagli della collezione per la primavera/estate 2010 c’era anche Vigilante.

La passione di Alessandro per la moda fiorisce in tenera età, come per molti dei suoi colleghi, quando è ancora bambino a Torremaggiore, la cittadina in cui è nato e cresciuto.

“Avrò avuto cinque o sei anni. In un pomeriggio d’estate, la figlia della mia madrina mi ha chiesto di disegnare un abito per lei. Ma credo che il colpo di fulmine definitivo l’ho vissuto quando ho avuto tra le mani un catalogo di Valentino con i suoi figurini. Quel pomeriggio estivo è stato seguito da molti altri, passati a sfogliare le riviste di moda di mia madre. Un appuntamento particolarmente atteso, poi, era la trasmissione televisiva Donna sotto le stelle, che vedeva i grandi nomi della moda italiana come Ferré, Armani e Versace sfilare a Roma, in Piazza di Spagna”.

Il grande pubblico ha già conosciuto Vigilante nel 2001, nel corso della prima edizione del talent show di Maria de Filippi Amici: allora si chiamava ancora Saranno Famosi e Alessandro si era distinto come ballerino.

“Ho sempre avuto una grande passione per la danza, ma sapevo già che la mia strada era quella della moda. Era il luglio del 2000, avevo conseguito da poco la maturità scientifica, quando ho letto una titolatrice su Canale 5 che annunciava la nascita di un nuovo programma dedicato a chi amava recitare, cantare o ballare. Nonostante avessi già deciso di iscrivermi allo IED, ho partecipato al primo provino a Roma, al quale sono seguiti altri due, e sono entrato nel cast del programma. È stata un’esperienza abbastanza difficile, non amo i meccanismi televisivi… Io, poi, faccio danza moderna e contemporanea, una danza di ricerca, mentre il ballo in televisione è qualcosa di più ammiccante, deve arrivare allo spettatore, usare altri strumenti. Io non so strizzare l’occhio alla telecamera, quindi quell’esperienza televisiva mi ha lasciato dei segni”.

Archiviata l’esperienza televisiva, il sogno di lavorare nella moda assume concretezza con l’iscrizione alla sede milanese dello IED. Come mai, tra le tante scuole presenti a Milano e in Italia, la scelta è caduta proprio sull’Istituto Europeo del Design?

“Sapevo già disegnare, ma entrare allo IED è come fare la prima elementare e imparare a scrivere. Lì impari che la moda è sì gioco, sogno, ricerca, ma anche un lavoro che richiede un’attenta fase progettuale. È una scuola estremamente formativa al lavoro”.

Proprio al termine dei tre anni di fashion design arriva l’opportunità di sfilare durante la settimana della moda milanese. My Own Show porta in passerella i migliori talenti dello IED selezionati da una giuria di esperti presieduta da Franca Sozzani.

“Quell’esperienza è stata, innanzitutto, la realizzazione di un sogno. A 25 anni non hai le capacità per mettere in piedi uno show, per proporre il tuo talento. Si è trattato, dunque, di un’occasione preziosa per far conoscere me e il mio stile che io definirei “urbano”. Cerco sempre di far convivere nei miei abiti l’amore per la danza e la passione per la moda, con uno sguardo rivolto al movimento del corpo femminile in una dimensione metropolitana. Anche per questo motivo, la collezione è stata realizzata esclusivamente in jersey: questo tessuto avvolge il corpo come se fosse una seconda pelle e consente movimenti ampi e liberi”.

Che cosa è successo dopo quella presentazione?

“La sfilata è piaciuta, ho registrato ottimi riscontri da parte della stampa. Ho anche ricevuto delle proposte di acquisto della collezione. La più importante e allettante è arrivata dopo aver sfilato con la Camera Nazionale della Moda Italiana in Canada: i grandi magazzini più importanti di Toronto, Holt Renfrew, volevano vendere i miei capi accanto a quelli di Prada, Yves Saint Laurent e Givenchy. In quel momento, mi sono reso conto di non essere ancora pronto per affrontare una produzione così impegnativa, sentivo di non poter dare ciò che volevo esprimere, e ho deciso di fare un passo indietro. Ho scelto di continuare a imparare ed è stato così che, dopo alcuni colloqui, ho accettato di lavorare con Dolce & Gabbana”.

Un atto di umiltà che è stato premiato con la possibilità di lavorare accanto a due nomi apprezzati a livello internazionale. Oggi Alessandro segue la nascita della prima linea prodotta dai due stilisti.

“Non potrei desiderare dei maestri migliori. Questa collaborazione mi permette di crescere e di essere sempre a stretto contatto con la collezione, la vedo nascere, crescere, dalla creazione alla presentazione in pedana, passando per la produzione, la fase sartoriale, le prove. È una grandissima scuola. Domenico e Stefano sono due persone che si sono guadagnate con il loro lavoro il successo che hanno ottenuto; sono degli stakanovisti, instancabili, conoscono le regole del mestiere e, pur rappresentando un marchio noto a livello internazionale, hanno ancora la passione degli inizi”.

Che maestri sono Dolce & Gabbana, che cosa ammiri in loro?

“Domenico ha un’abilità tecnica e manuale pazzesche, è un artista del tessuto, mentre Stefano ha una capacità decisionale sempre lucida e sintetica, sa sempre esattamente ciò che vuole e ciò che “funziona”. Con loro sto imparando moltissimo, e so di avere ancora tanto da apprendere, per dar vita un giorno alla mia collezione”.

Cosi' .... Dolce (& Gabbana.....)

Non ho assistito 'live' alla sfilata di Dolce & Gabbana, quindi ho potuto vedere le uscite per la p/e 2010 solo online. Ma già alla primissima foto ho capito che se fossi stato lì probabilmente mi sarei commosso. Sono legato al lavoro del duo ormai più famoso della moda, un giorno vi racconterò per bene i miei trascorsi da fan, e già Iris che apriva lo show con un look nero da matador significava per me un po' un ritorno alle origini. Uscita dopo uscita, ho guardato la sfilata con un sorriso ebete che mi si stampava sulla faccia, amando quello che vedevo, fino al finale, dove ho davvero avuto i brividi...tutte insieme le modelle, con Natasha Poly in testa, hanno solcato la passerella con la versione 2010 di quei corpetti che hanno così tanto segnato lo stile Dolce & Gabbana e lo hanno reso elemento iconico, facendolo entrare nel bagaglio visivo dei nostri tempi. Bellissimo. (fonte http://lepilloledistefano.menstyle.it/)

Dolce & Gabbana al RFID Fashion PIlot

Avviato il progetto 'RFID Fashion Pilot' dell'Università degli Studi di Parma. Coinvolti brand come Dolce & Gabbana, Max Mara e Trussardi.

Dopo il progetto pilota nel largo consumo, il laboratorio RFID del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università degli Studi di Parma ha dato il via a un'analoga sperimentazione nel settore del tessile e dell'abbigliamento, 'RFID Fashion Pilot', una supply chain pilota in cui poter testare l’implementazione della tecnologia RFID da parte degli operatori di questa filiera.Nel progetto pilota sono coinvolti importanti marchi della moda italiana, qualiTrussardi, Branded Apparel Italia (gruppo DBA), Imax (Gruppo Max Mara), Miroglio Fashion e Dolce & Gabbana Industria, nonché due operatori logistici, DHL e TNT.Questi brand della moda metteranno a disposizione i siti produttivi, i magazzini e i punti vendita, oltre naturalmente ai capi di abbigliamento su cui effettuare la sperimentazione vera e propria. L'RFID Lab dell’università emiliana si occuperà di tutto il coordinamento scientifico, anche in collaborazione con gli atenei internazionali che aderiscono alla Global RF Lab Alliance Network. Tra i partner tecnologici, che forniranno i dispositivi hardware, il software e il supporto necessario alla sperimentazione, ci sono anche Id-Solutions e Indicod-ECR. Durante il progetto verranno tracciati circa 30.000 capi di abbigliamento relativi alla collezione primavera-estate 2010.
I tag RFID (UHF GEN2) saranno applicati su tutti gli item, ovvero i capi di abbigliamento, destinati al punto vendita prescelto a livello di cartellino. Il processo di taggatura avverrà presso un centro di distribuzione comune e permetterà a tutti gli attori coinvolti di seguire il flusso fisico degli stessi lungo la supply chain di riferimento, fino alla cassa del punto vendita, e di condividere i dati relativi mediante l’internet degli oggetti. Lo svolgimento del progetto prevede diverse fasi. Le prime sono quelle diingegnerizzazione e implementazione del sistema, che sarà operativo entro l’inizio del 2010. Si entrerà quindi nel vivo delle campagne sperimentali, che si svolgeranno durante le vendite, come accennato, della collezione primavera-estate 2010.I primi risultati saranno disponibili entro la fine dell’estate 2010. Gli obiettivi del progetto sono diversi, sottolinea in una nota l'RFID Lab dell’Università degli Studi di Parma. “In primo luogo, grazie alla realizzazione di una supply chain pilota, si intende valutare la fattibilità tecnicadell’implementazione della tecnologia RFID nel contesto del fashion, misurando il livello di accuratezza ottenibile nell’identificazione dei capi nei diversi processi. In secondo luogo si intende quantificare l’impatto economico della tecnologia sui processi logistici e di punto vendita sia in termini di riduzione di ore uomo, miglioramento dell’accuratezza e del servizio al cliente, sia in termini di maggiore affidabilità dei dati di inventario”.L'RFID Lab dell’Università degli Studi di Parma è attivo da più di tre anni ed è ilprimo centro nato in Italia per la ricerca, la sperimentazione e lo sviluppo della tecnologia di Radio Frequency Identification e delle sue applicazioni ai processi aziendali.

Madonna al Late David Letterman Show


All'ottava partecipazione al Late David Letterman Show, ieri sera, Madonna ha mostrato al mondo intero che è ancora una donna molto divertente. Riferendosi ai suoi otto anni di matrimonio con l'ex marito Guy Ritchie come 'gli anni di Bush', Madonna dimostra che ha ancora quel lato cheeky ribelle.
Per l'occasione, Madonna indossava un tubino geo-stretch manica lunga nero Dolce&Gabbana. e portava a braccio la nuova “Miss Sicily” in crochet della sfilata P/E 2010.

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